Dicono di noi

EMANUELE ARCIULI

Il coraggio, la fantasia, la competenza, soprattutto l’assenza di sovrastrutture ideologiche, sono alcune delle caratteristiche di una proposta artistica che si rivolge a tutti, dai ragazzi alle persone adulte e con gusti musicali già formati. L’attenzione alla contemporaneità, la riflessione su compositori e grandi capolavori della musica, la vera conoscenza del panorama concertistico italiano, che porta a formulare scelte di grande qualità senza ricorrere ai comodi e scontati nomi dello star-system, hanno permesso a questa associazione di distinguersi meritoriamente, non solo in ambito regionale. A giudicare dalla mia esperienza, il pubblico ha sempre raccolto positivamente i programmi musicali, confermando che – quando siano motivate e sostenute da un lavoro vero e serio – le scelte di repertorio possono variare e toccare territori meno esplorati.

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ROBERTO PROSSEDA

Una delle associazioni musicali italiane più attive e innovative, in grado di saper realmente divulgare la musica e la cultura di alto livello nel territorio, non solo attraverso concerti con artisti qualificati e scelti con grandissima attenzione e senza alcun compromesso qualitativo, ma anche attraverso una capillare attività divulgativa nelle scuole e in altri luoghi aggregativi nella provincia di Modena. Oggi il pubblico della musica cosiddetta “colta” è in via di estinzione, e se tutte le città avessero una realtà analoga a quella degli Amici della Musica di Modena, sarebbe un grande vantaggio. La mia attività mi porta a suonare per molte altre società concertistiche in Italia e all’estero e raramente ho trovato una simile sinergia di entusiasmo, coerenza di programmazione, competenza nella selezione degli artisti, efficacia nel rapporto budget-risultato (quello che in altri ambiti potrebbe dirsi rapporto qualità-prezzo).

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SANDRO CAPPELLETTO

Attività concertistica e di formazione, solidità del rapporto con il pubblico che viene stimolato a condividere percorsi e ascolti, consapevolezza della funzione culturale e sociale del fare musica. Tre necessità che qui accadono, prendono forma”.

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GUIDO BARBIERI

Se per esempio si ha la pazienza e la curiosità di passare per Modena, tra l’autunno e l’inverno di ogni anno, si può coltivare la ragionevole speranza di scoprire qualche segno originale, qualche “emersione” sorprendente, qualche vena nascosta…

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ANDREA REBAUDENGO

Ogni volta mi sorprendo e mi entusiasmo alla vista di un pubblico così attento, numeroso, preparato e curioso. Per avere un pubblico così bisogna fare un investimento intellettuale che dura anni, e credere che la musica (anche quella più recente che ad un primo ascolto potrebbe risultare più ostica) possa affascinare qualunque orecchio, se preparato, reso duttile e pronto all’ascolto. Gli Amici della Musica di Modena sono riusciti in questo ambiziosissimo progetto.

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PIER NARCISO MASI

Una continua insostituibile spinta volta alla valorizzazione di ogni aspetto della musica, attraverso stagioni che propongono sempre eventi interessanti e originali”.

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MAURIZIO BAGLINI

La qualità di ascolto e di sapienza del pubblico, la risposta competente ed entusiasta di un pubblico davvero appassionato e numeroso e la cura di tutti i dettagli organizzativi mi hanno spinto a voler spontaneamente diventare Socio della stessa Istituzione.

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MATTEO FOSSI

Partecipare alle stagioni degli Amici della Musica di Modena significa partecipare ad un progetto, ed è questo ciò che serve alla cultura del nostro Paese.

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CLAUDIO LUGO

Un modello indiscutibile di come si possa oggi realizzare un’attività concertistica che concili le esigenze di un’utenza assai diversificata. In primis la qualità altissima degli artisti invitati, programmaticamente armonizzata con la necessità di coinvolgere non solo un pubblico di specialisti ma anche e soprattutto i più giovani e i neofiti…la direzione artistica di AdM ha con intelligenza opportunamente accostato repertori musicali di consolidata tradizione con proposte sperimentali e innovative, stimolando quindi – oltre al ricambio del pubblico – anche il rinnovamento dei programmi musicali.

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OMAR ZOBOLI

Una programmazione che offre al pubblico e agli appassionati una ampia visione della musica classica attraverso i secoli. Apprezzo molto l’aspetto divulgativo, combinazioni di concerti-conferenze-introduzioni ai brani. Ho sempre constatato un impatto positivo sul numeroso pubblico intervenuto: la gente spesso cerca il contatto con gli artisti dopo il concerto, pone domande, chiede come poter riascoltare i brani…

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CRISTINA ZAVALLONI

Una conferma del successo delle loro iniziative è l’afflusso di pubblico, sempre numeroso, variopinto, curioso…

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ALDO ORVIETO

Un ambiente di lavoro sereno e impegnato autenticamente al servizio della musica.

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PIERPAOLO MAURIZZI

Una delle poche associazioni che organizzano concerti con una attenzione particolare ai programmi e ai repertori proposti…Altrettanto significativa credo sia l’attività di conferenze e di divulgazione musicale per le scuole.

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 LUIGI ATTADEMO

La capacità di mettere in relazione artisti, territorio, forze nuove e tradizione fa di questa realtà culturale una delle più felici d’Italia…in tutte le occasioni ho trovato un pubblico curioso ed entusiasta, pieno di giovani e di persone interessate alla musica.

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 ORAZIO SCIORTINO

Oltre a manifestare il mio plauso per l’organizzazione impeccabile e per la puntualità di tutto lo staff nei confronti dell’artista, il mio apprezzamento va soprattutto per la qualità e la varietà delle proposte concertistiche che AdM offre.

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FILIPPO PEROCCO

L’originalità dei programmi che AdM ricerca e propone svolge un’importante e fondamentale azione culturale di divulgazione e formazione.

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ALFONSO ALBERTI

Caratteristica fondante delle attività degli Amici della Musica: la musica non viene percepita come mero spettacolo da fruire solo nel momento tradizionalmente deputato (l’ora del concerto), ma viene invece percepita come fenomeno complesso, in cui il pubblico viene invitato a entrare in vari modi e a vari livelli…in maniera tale da raggiungere un ascolto consapevole che soddisfi sempre di più sia il pubblico sia gli interpreti.

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FRANCESCO DILLON

Una politica illuminata e quanto mai rara e preziosa…Invece di accontentarsi di organizzare una buona serie di concerti più o meno selezionati e più o meno demagogicamente piacevoli, scelgono di “fare Cultura”…rendendo il concerto solo punto d’arrivo di un percorso molto più ricco.

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