Coproduzione Amici della Musica di Modena / Fondazione Teatro Comunale di Modena
In collaborazione con Fondazione Villa Emma, Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia

Dedicato a Boris Pahor

VIKRA – Coro da camera della Glasbena matica di Trieste
Petra Grassi direttrice
Martina Salateo pianoforte
Carla Scandura violoncello
Marco Obersnel flauto
Interventi di Dunja Nanut

Musiche di Pavle Merkù, Marij Kogoj, Jacobus Gallus, Benjamin Ipavec, Anton Lajovic, Emil Adamič, Patrick Quaggiato, Ambrož Copi, Giovanni Bonato, Tine Bec

BIGLIETTERIA
intero € 10
ridotto (Soci AdM sottoscrittori) € 5
ingresso gratuito Soci AdM sostenitori
Riduzioni e gratuità si applicano anche ai Soci AdM 2022!

Per informazioni e prevendita, si prega di contattare la biglietteria del Teatro Comunale Pavarotti-Freni al numero 059 203 3010 o alla email biglietteria@teatrocomunalemodena.it.

La musica corale, elemento imprescindibile della tradizione culturale della comunità autoctona di lingua slovena sul confine orientale, può raccontare idealmente anche la storia e l’eredità di un protagonista del Novecento come Boris Pahor.
Il percorso parte dall’infanzia dello scrittore che nel 1920 assiste al tragico incendio del Narodni dom, simbolo del ruolo culturale ed economico degli sloveni a Trieste. Inizia con questo atto la discesa verso l’inferno delle leggi razziali in un luogo che da secoli fondava la propria identità sulla commistione etnica, religiosa e linguistica.
Risalgono a questo anno entrambe le poesie dell’insegnante e attivista Karel Širok che annunciano l’arrivo di tempi bui, tradotti in musica attraverso le ombre dell’anima dal cittadino triestino dell’Impero Marij Kogoj, allievo di Schönberg. Come lui, a Vienna aveva studiato anche Anton Lajovic, più incline ad atteggiamenti postromantici e il cui brano Pesem deklice è l’eco di un idillio amoroso giovanile, dove il testo di un autore di area germanica viene tradotto da uno dei maggiori poeti sloveni, Oton Župančič.
Gli intrecci tra lingue e culture vengono rappresentati nella sinergia di due artisti triestini, il poeta Roberto Dedenaro e il compositore Pavle Merkù; due anime dello stesso territorio che in Chicchi di riso riflettono con le voci di bambini sul destino dei civili torturati e uccisi nella Risiera di San Sabba. Sono voci bianche anche quelle che Giovanni Bonato immagina nella sua ninna nanna, che nell’abbraccio di un suono spazializzato evoca dall’Umanesimo la voce di Giovanni Pontano. Riconduce invece allo stile imitativo del madrigale, su versi di Carlo Betocchi, il brano che nell’attenzione al testo conferma uno dei fondamenti della scrittura corale di Merkù.
Il tema della morte, tragicamente presente nell’esperienza concentrazionaria di Pahor, emerge nella dimensione intimista del tormentato Hugo Wolf, compositore austriaco originario di Slovenj Gradec. Il Libera me dall’Officium Defunctorum ha ispirato al compositore sloveno Tine Bec un brano carico di inquietudine, mentre il romanticismo sloveno ritorna con l’impressione invernale di Josip Ipavec, riflesso di uno stato esistenziale.
La rinascita del dopoguerra con il successo internazionale dello scrittore Boris Pahor viene tradotta in musica da un incontro di epoche: dal Rinascimento del carniolo Jacobus Gallus, attraverso il Kogoj che negli anni ’30 scompone un frammento di melos popolare istriano, passando per l’Istria odierna di Ambrož Čopi, con la sua affermazione di fede nell’amore tratta da un appunto ritrovato a Colonia in un rifugio che non salvò dalla deportazione gli ebrei che vi avevano cercato riparo. E se il Magnificat rappresenta la luce salvifica, il testo messo in musica dal compositore goriziano Patrick Quaggiato evoca umanamente la questione del senso della vita nelle parole di Ciril Zlobec, finissimo intellettuale che ha promosso con passione il dialogo tra la cultura italiana e slovena.

Rossana Paliaga

Boris Pahor (1913-2022). Scrittore sloveno triestino di lingua slovena tra i più tradotti in lingue straniere. Ha trasformato in letteratura il rogo fascista del Narodni dom di Trieste, il genocidio culturale degli sloveni che ne seguì e l’esperienza della deportazione nei campi nazisti, di cui narra nel capolavoro Necropoli, pubblicato in sloveno nel 1967 e tradotto in italiano solo nel nuovo millennio, divenuto un caso letterario in Italia nel 2008. Ci sono volute decine di traduzioni in altre lingue, ha scritto Claudio Magris, prima che si scoprisse che «nella città di Trieste c’era un grande scrittore in quella lingua slovena che il fascismo ha invano tentato di cancellare con la forza». Il tema della violenza, della snazionalizzazione linguistica e culturale che colpisce l’individuo e la collettività, rappresenta il nucleo da cui scaturisce la vocazione dello scrittore e la sua riflessione sul diritto alla libertà e alla dignità che caratterizza tutta la sua produzione narrativa e saggistica. Nella sua lunga vita non sono mancati riconoscimenti prestigiosi. Nel luglio 2020 gli è stata conferita una doppia onorificenza da parte dello Stato italiano e da parte della Repubblica di Slovenia sloveno per il suo impegno a favore della verità e della giustizia contro ogni abuso di potere. Gli era già stato conferito il San Giusto d’Oro da parte della città natale (2003) e la Legion d’onore (2007) a coronamento di precedenti attestati francesi.
Tra le sue opere tradotte o redatte in italiano si trovano, oltre Necropoli: Il rogo nel porto (2001 e 2020), Qui è proibito parlare (2009), Una primavera difficile (2009), Tre volte no. Memorie di un uomo libero (2009), Piazza Oberdan (2010), Così ho vissuto. Biografia di un secolo, Dentro il labirinto (2011), La città nel golfo (2014), Triangoli rossi. I campi di concentramento dimenticati (2015) Quello che ho da dirvi. Dialogo tra generazioni lontane un secolo (2015), Figlio di nessuno. Un’autobiografia senza frontiere, Oscuramento.

“con gli occhi di un bambino”

M. Kogoj (1892-1956)

Deček in sinička (Il ragazzo e la cinciallegra), Karel Širok

E. Adamič (1877-1936)

Pomlad na Goriškem (Primavera nel Goriziano), Karel Širok

A. Lajovic (1878-1960)

Pesem deklice (La canzone della ragazza), Oton Župančič

G. Bonato (1961*)

Scite puer, Giovanni Pontano
prima esecuzione assoluta

P. Merkù (1927-2014)

Chicchi di Riso, Roberto Dedenaro

“nella notte scura”

H. Wolf (1860-1903)

Im stillen Friedhof (Nel cimitero silenzioso), Ludwig Pfau
solisti Ireneja Nejka Čuk, Federica Lo Pinto, Emanuele Petracco, Martin Kozjek

P. Merkù

Madrigale della buona morte, Carlo Betocchi

J. Ipavec (1873-1921)

Zimska (L’inverno)

T. Bec (1993*)

Deliver me, O Lord (Libera me dall’Ufficio dei Morti)

“il miracolo in ciò che siamo”

J. Gallus (1550-1591)

Tempore felici non cognoscuntur amici (Carmina proverbialia)

Conscia mens recti (Ovidius, Fasti)

A. Čopi (1973*)

I believe (anonimo, seconda guerra mondiale)
per doppio coro

P. Quaggiato (1983*)

Sklepna pesem (Canto finale), Ciril Zlobec

A. Čopi

Magnificat
baritono Paolo Leonardi

M. Kogoj

Sunce izhaja (Sorge il sole), brano popolare sloveno dall‘Istria
baritono Martin Kozjek

VIKRA – il coro da camera della Glasbena matica di Trieste si è formato nel 2014 attorno alla figura della direttrice Petra Grassi, vincitrice di numerosi concorsi corali e di direzione corale. Il gruppo è formato da cantanti e musicisti sloveni e italiani provenienti da Trieste, Gorizia, Udine, Capodistria, Venezia, Lubiana e dal nord Italia, che si destreggiano nell’esecuzione di brani per voci pari e miste tratti da diversi periodi storici. Negli ultimi anni si sta specializzando nell’esecuzione della musica contemporanea, collaborando con compositori viventi.
Nel 2022 il coro vince il Grand Prix alla 59. Edizione del Concorso Internazionale di canto corale “Seghizzi” a Gorizia (unico coro dall’Italia nella storia del concorso), assieme ai primi premi nelle categorie musica rinascimentale, musica romantica e musica contemporanea, assieme ai premi speciali per miglior direttore, per miglior gruppo cameristico e per il programma musicale di maggiore spessore artistico. Nello stesso anno l’ensemble ridotto viene ingaggiato dalla Pinacoteca di Brera di Milano per registrare l’operina “Fischreise” composta da Andrea Melis, basata su un libro per bambini scritto da Tom Seidmann-Freud.
Il gruppo vocale VIKRA ha vinto numerosi premi, come il primo premio al 51. Concorso Nazionale Corale “Trofei Città di Vittorio Veneto” (2017), il primo premio del Grand Prix e un premio speciale alla 16. edizione del Concorso Corale Regionale “Corovivo” (2017), il primo premio al 34. Concorso Polifonico Nazionale “Guido d’Arezzo” (2017), il primo premio della categoria e il Grand Prix assoluto del concorso e un premio speciale al 10. Concorso Nazionale Corale “Il Garda in Coro” (2018). In occasione dell’8. Concorso di concerti tematici “Sozvočenja” (2018), il gruppo ha vinto il premio per la miglior proposta e ha eseguito il suo progetto alla Filarmonica slovena di Lubiana, vincendo il primo premio del festival.
VIKRA collabora regolarmente come coro laboratorio a seminari corali (Glasbena matica, JSKD Nova Gorica) e organizza masterclass con celebri professionisti nel campo corale. VIKRA è stato il coro laboratorio per il concorso internazionale per direttori di coro “Aegis carminis”, tenutosi a Capodistria nell’estate 2021. A marzo del 2018 è stato invitato dalla Società dei concerti di Trieste a tenere un concerto nella stagione concertistica nel Teatro Verdi di Trieste. A maggio 2022 è stato invitato come coro ospite al concerto di chiusura nel duomo di Salerno del Concorso nazionale corale “Cantagiovani”.
I coristi di VIKRA sono regolarmente selezionati, tramite audizione, per gli organici dei più importanti progetti nazionali e internazionali della coralità giovanile (Coro Giovanile Italiano, Eurochoir, Coro Giovanile Regionale del Friuli-Venezia Giulia, Coro Giovanile Mondiale, Coro da camera Dell’Accademia di Ljubljana, ensemble professionale La Reverdie e altri). Dalla sua fondazione il coro si affida alla collaborazione pianistica con la concertista triestina Martina Salateo.

Coristi:
Ana Birsa
Elena Cavucli
Valentina Cibic
Lara Černic
Ireneja Nejka Čuk
Alessia De Bortoli
Ilaria De Bortoli
Ester Gomisel
Jasna Gornik
Petra Grgič
Valentina Guštin
Nika Kovačič
Martin Kozjek
Tilen Lancner
Paolo Leonardi
Federica Lo Pinto
Lucija Lorenzutti
Marco Obersnel
Nina Pahor
Rocco Pascale
Maruška Pavlin
Emanuele Petracco
Tom Varl
Jan Zobec
Matjaž Zobec
Cecilia Zoratti

Petra Grassi è uno più interessanti e premiati direttori di coro europei della sua generazione.
Ha un’intensa attività concertistica con i seguenti cori: Coro giovanile italiano, DEKOR chamber choir e Slovenian Philarmonic Choir (Ljubljana) e con il coro da camera Vikra di Trieste, con il quale ha recentemente vinto (unico coro italiano della storia) il Grand prix al 59° Concorso internazionale “Seghizzi” di Gorizia, vincendo il premio come miglior direttore e miglior repertorio. Per 3 anni consecutivi è stata invitata dal direttore artistico M° Campogrande ha dirigere i concerti del Coro giovanile italiano al festival MiTO Settembre in musica a Torino e Milano, nel 2022 collaborando con l’Orchestra giovanile italiana.
Ha conseguito diversi premi in concorsi per Direttori di Coro: premio del coro come migliore direttore al World Choral Conducting Competition nel 2019 a Hong Kong, 1° premio al concorso per direttori di coro »Zvok moji rok« nel 2016 a Ljubljana, 3° premio al concorso internazionale per direttori di coro organizzato da European Choral Association nel 2016 a Torino, 1° premio al concorso per direttori di coro »Le mani in suono« nel 2015 ad Arezzo.
Si è brillantemente diplomata in pianoforte e didattica della musica presso il Conservatorio di Trieste. Ha proseguito gli studi di composizione all’Accademia di musica di Ljubljana e si è poi diplomata con il massimo dei voti e la lode al biennio di Direzione Corale presso il Conservatorio di Trento.
Con i cori che ha diretto ha ottenuto solo primi premi a concorsi corali nazionali ed internazionali, vincendo anche il premio come miglior direttore (Maribor, Vittorio Veneto, Arezzo, Malcesine, Corovivo, Sozvočenja- Slovenia, Bad Ischl-Austria, Olomouc-Rep. Ceca).
Dal 2016 al 2020 è stata incaricata come primo direttore del Coro giovanile del Friuli Venezia Giulia. Unica italiana e slovena nella storia è stata invitata a fare parte del gruppo di giovani direttori di TENSO, la rete europea di cori professionali dove ha potuto lavorare con l’Estonian philarmonic choir e il Coro della radio e televisione Croata nelle forme di masterclass a invito.
È membro di giuria in concorsi internazionali per direttori di coro, concorsi per cori e per compositori. Tiene corsi di direzione a (Ljubljana- JSKD e Accademia di musica, Parma – AERCO Choral academy, Arezzo- Scuola per direttori…)
Come unica docente dall’Italia ha tenuto due workshops al festival internazionale per direttori di coro Leading voices a Utrecht a luglio del 2022. Collabora inoltre con l’European Choral Association. Dal 2021 riveste l’incarico di direttore di coro per l’allestimento di Operette per l’Associazione internazionale dell’operetta di Trieste. Suoi concerti sono stati registrati e trasmessi da EBU (broadcast europea), RADIO3, RTV (Radio e televisione nazionale slovena), RAI FVG.
Le è stato conferito “L’emblema d’oro” dalla Fondazione nazionale per le attività culturali della Repubblica di Slovenia per la sua attività musicale.
Dopo essere stata docente al Conservatorio “L. Campiani” di Mantova, da quest’anno insegna direzione di coro e composizione corale presso il Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento.

Dunja Nanut. Docente presso il liceo Prešeren di Trieste, autrice di trasmissioni radiofoniche di contenuto storico (RAI FVG-trasmissioni in lingua slovena); autrice del documentario Controcorrente e sceneggiatrice del docu-film Lettere da Auschwitz, RAI 2021. Autrice del saggio Boris Pahor: appunti per un itinerario umano e intellettuale, Fondazione Villa Emma.